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RECENSIONE: OUI, chef! Un bistrot sotto l’albero

RECENSIONE OUI, CHEF! Un bistrot sotto l’albero Giulia Ungarelli e J.S. Clarke.

Ho avuto il piacere di poter leggere in anteprima questo gioiellino natalizio. E di questo ringrazio infinitamente le autrici per questa collaborazione. 

E’ sempre molto difficile recensire o comunque esprimere un giudizio su un libro.

Cercherò di evidenziare le cose che per me sono state fondamentali durante la lettura.

Per me è stata una prima esperienza di Pov alternati e devo dire, non mi hanno stancato ne confuso nel passare da un personaggio all’altro, ma mi hanno invece piacevolmente intrattenuto.

La lettura è frizzante, e non annoia, i personaggi sono ben bilanciati e caratterizzati. 

L’ambientazione della storia in quel di Parigi (vista diverse volte), associata a quel tocco di familiarità dato all’accento romano della protagonista, mi hanno fatto scorrere le pagine molto velocemente. 

La storia si svolge in un arco temporale di poco più di un mese. 

La protagonista Lavinia dovrà prendere importanti decisioni che interesseranno la sua già precaria sorte lavorativa e che l’aiuteranno a scoprire molte cose su di lei che prima ignorava. 

Damien l’altro protagonista si ritroverà invece con un carico di responsabilità forse più grande di lui e non solo dal punto di vista lavorativo. 

Entrambi dovranno fare i conti con la loro parte più intima e profonda rimanendo però con le loro caratteristiche e peculiarità, nessuno cambia nessuno, ma è solo una scoperta reciproca.

I battibecchi causati dal parlare lingue differenti e vivere in modi totalmente differenti e il clima natalizio, daranno il là per una storia coinvolgente che saprà dare quell’abbraccio che solo le storie di natale sanno dare. 

Finale a sorpresa tutto da scoprire. Forse, l’unica cosa che veramente non mi è piaciuta del libro, ma lascio a voi il piacere della scoperta. 

4 Stelle Meritate


TRAMA 

C’era una volta Lavinia, che in un freddo giorno di dicembre parte dalla sua bella Roma e si reca a Parigi, per conoscere le ultime volontà del defunto zio Piero, in arte chef Pierre.
Giunta in una “rù de qualcosa” scopre però di non essere la sola persona attesa dal notaio.

Seduto accanto a lei c’è un “cucinalumache” che, per quanto carino, la fissa in modo strano.
Lui è Damien, le lumache le cucina per davvero e non ha mai conosciuto una ragazza tanto rozza.

Possibile che la nipote del suo maestro non abbia preso nemmeno un briciolo di savoir-faire dallo zio?
Tra la romana senza peli sulla lingua e lo chef parigino sono subito scintille, ma faranno meglio a domarle al più presto, perché la sorte de “Le chat froissè”, il bistrot lasciato in eredità a entrambi da zio Piero, dipende dalla loro collaborazione.
Tra una carbonara e una soupe à l’oignon riusciranno a deporre le armi?
Dopotutto è quasi Natale.

Gratis per Kindle Unlimited

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